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L'ultramaratoneta Marco Mazzi sfida la Valle della Morte

L'atleta correrà a 50 gradi per promuovere il dono del sangue

Il donatore di Fidas Verona è in partenza per la “Badwater Ultramarathon”, nella Death Valley.
A gennaio era stato l’unico italiano a percorrere 135 miglia nel ghiaccio del Minnesota (Usa)

“Da meno 50 a più 50 gradi per il dono del sangue”: il 10 luglio si aprirà il secondo capitolo dell’impresa sportiva e solidale di Marco Mazzi. L’ultramaratoneta e donatore di sangue Fidas Verona - sezione Agsm, residente a Valeggio sul Mincio, il prossimo 6 luglio volerà in California (Usa) per portare a termine la sfida iniziata a gennaio.

Dopo aver conquistato i ghiacci del Minnesota (Usa), in 46 ore e 31 minuti non stop, ora correrà altri 220 chilometri in solitaria per la “Badwater Ultramarathon”, nella fornace bollente della Death Valley (la Valle della morte). Si tratta di una delle gare più difficili al mondo, a causa delle temperature estreme. Lunedì 10 luglio, alle 21.30, Mazzi sarà al via; a tentare l’avventura ci saranno altri 99 corridori provenienti da tutto il globo, tra cui un altro italiano, Marco Bonfiglio di Abbiategrasso.

L’atleta-donatore percorrerà le strade infuocate a partire dal Badwater Basin, il punto più basso d’America (85 metri sotto il livello del mare), fino alle vette del Monte Whitney, a quota 2.530 metri. Sarà seguito da una vettura medica e dovrà idratarsi di continuo, portando una scorta di 50 litri d’acqua al seguito.

«Questa corsa l’ho già sperimentata nel 2012 e nel 2013: la prima volta l’avevo portata a termine in 36 ore, la seconda ho dovuto ritirarmi – racconta Marco Mazzi –. Sono contento di avere la possibilità di tornarci: dopo l’esperienza in Minnesota, dove ho combattuto col freddo, la fame e la sete, mi cimenterò in questa nuova sfida, portando con me le insegne di Fidas Verona». In valigia sono già pronti adesivi, magliette e bandiera da sventolare all’arrivo. L’emozione, alla vigilia della partenza, si fa sentire. «Speriamo bene: in questi mesi mi sono allenato e ho percorso la Nove Colli running (202 chilometri), arrivando settimo – dice –. Se tutto va bene, a settembre parteciperò alla “Spartathlon” (246 chilometri tra Sparta e Atene), ripercorrendoli a fine novembre per “Asa Atene-Sparta-Atene” (492 chilometri)».

L’iniziativa “Da meno 50 a più 50 gradi per il dono del sangue” è un’idea nata da Marco e dai suoi familiari per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno con un evento che parlasse a tutti. È stato subito sostenuto da Fidas Verona e dagli sponsor Agsm Verona e Canadiens. «Con queste impegnative imprese sportive, Marco testimonia l’importanza di donare il sangue, di cui è sempre alto il bisogno – commenta il presidente di Fidas Verona, Massimiliano Bonifacio –. Significativo anche il suo gesto di donare il giorno del compleanno, il 27 giugno, due settimane prima della partenza: tutti i donatori sono invitati a programmare per tempo le donazioni e a prenotarle, seguendo le istruzioni indicate nel nostro rinnovato sito web www.fidasverona.it».

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