PARAGRAFO 1
L’associazione FIDAS Verona è formata dall’aggregazione
delle associazioni di donatori volontari di sangue aderenti
alla FIDAS ed operanti in Verona:
- il Gruppo Francescano, costituito nell’anno 1952;
- il Gruppo Samaritano, costituito nell’anno 1955;
- il Gruppo San Camillo, costituito nell’anno 1962.
L’aggregazione è ritenuta necessaria per migliorare
l’organizzazione, la funzionalità e la rappresentanza
FIDAS nella provincia, considerati fini ed obiettivi comuni;
è stata deliberata dalle singole assemblee.
A testimonianza delle radici cristiane dei Gruppi costituenti
la FIDAS VERONA elegge a protettore San Giovanni Calabria.
Per il perseguimento dei fini spirituali dell’Associazione
la presidenza potrà nominare un assistente spirituale.
PARAGRAFO 2
Per conservare l’iscrizione all’associazione
il donatore deve assolvere ai seguenti impegni:
a) donare il proprio sangue con generosità tutte
le volte che le circostanze lo consentano e lo richiedano;
b) rispondere alle eventuali urgenti richieste di trasfusione
fatte dall’associazione, ovviamente nei limiti del
possibile in rapporto agli impegni personali;
c) rinunciare a qualsiasi personale compenso;
d) comunicare alla presidenza sezionale gli eventuali cambiamenti
del proprio domicilio;
e) mantenere un comportamento dignitoso e coerente con gli
ideali dell’associazione.
Il socio onorario ha gli stessi diritti e doveri del socio
donatore;
viene proposto dal presidente sezionale alla presidenza
provinciale cui spetta l’accettazione;
allo stesso viene rilasciata dalla sede provinciale relativa
tessera.
Il socio sostenitore concorre economicamente all’attività
della sezione con il pagamento di una quota annuale che
resta alla sezione stessa;
al socio sostenitore viene rilasciata dalla sezione la relativa
tessera;
lo stesso non ha diritto di voto.
Il socio può essere espulso dall’associazione,
oltre che per gravi inosservanze dello statuto e del regolamento,
anche per comportamenti contrari allo spirito associativo;
la presidenza provinciale, cui spetta la decisione, può
riferire i fatti al collegio dei probiviri che dà
il suo parere inappellabile.
La tessera viene consegnata al socio donatore tramite la
sezione di competenza e la sua validità è
confermata dalla firma del presidente provinciale;
il numero sulla stessa indicato è esclusivo del donatore
e non può in nessun caso essere assegnato ad altri.
Al donatore proveniente da altra associazione verranno riconosciute
le donazioni già effettuate.
PARAGRAFO 3
Ai donatori benemeriti possono essere conferiti i seguenti attestati:
| |
donatori |
donatrici |
| a) attestato di benemerenza per donazioni n. |
10 |
10 |
| b) medaglia di bronzo per donazioni n. |
20 |
15 |
| c) medaglia d’argento per donazioni n. |
30 |
25 |
| d) medaglia d’oro per donazioni n. |
45 |
35 |
| e) croce d’oro per donazioni n. |
70 |
50 |
| f) distintivo d’oro per donazioni n. |
100 |
70 |
| g) distintivo speciale al merito per donazioni n. |
130 |
100 |
La presidenza provinciale, su richiesta della presidenza sezionale, provvederà a conferire un diploma di benvenuto ai nuovi donatori e un diploma di riconoscimento particolare ai donatori che non possono più donare.
Le benemerenze verranno distribuite, di norma, annualmente, le sezioni potranno comunque deliberare di consegnarle ogni 2 anni o, al massimo, ogni 3 anni.
Benemerenze straordinarie possono essere conferite anche a non donatori che abbiano meritato un particolare riconoscimento dall’associazione.
Per la concessione di tali riconoscimenti straordinari è competente la presidenza provinciale su proposta della presidenza sezionale.
PARAGRAFO 4
Il segretario della presidenza provinciale assume le funzioni
di segretario del consiglio provinciale e dell’assemblea
provinciale, e ne redige i relativi verbali che saranno
da lui firmati e controfirmati dal presidente.
Può essere nominato, su proposta del presidente,
tra i membri eletti della presidenza o anche tra i soci
dell’associazione.
PARAGRAFO 5
Il presidente onorario viene nominato dal consiglio provinciale
su proposta della presidenza provinciale;
partecipa alle riunioni della presidenza, del consiglio
e alle assemblee provinciali;
collabora con la presidenza provinciale dalla quale può
ricevere incarichi specifici e di rappresentanza;
non ha diritto di voto.
Possono essere nominati più presidenti onorari che
abbiano comunque ricoperto almeno per un mandato la carica
di presidente provinciale.
PARAGRAFO 6
Le delibere prese nelle riunioni della presidenza sezionale
e provinciale e nel consiglio provinciale sono valide quando
i presenti superano la metà più uno degli
aventi diritto al voto.
Risultano approvate quelle proposte che ottengono il consenso
della maggioranza dei presenti.
La segretezza o la palesità del voto è decisa,
di volta in volta, tenuto conto sia delle circostanze che
dell’oggetto in argomento.
La convocazione delle assemblee provinciali e sezionali
deve essere effettuata almeno 7 giorni prima del suo svolgimento
a mezzo lettera o altro mezzo concordato ed è valida
con qualsiasi numero di presenti.
Per ogni delibera deve essere redatto, a cura del segretario,
apposito verbale, il quale dovrà essere firmato dal
presidente e dal segretario.
In caso di parità vale doppio il voto del presidente.
PARAGRAFO 7
La presidenza provinciale provvede all’amministrazione
ordinaria dei beni associativi.
Gli oneri e gli impegni a carattere straordinario sono di
competenza del consiglio provinciale.
Il consiglio provinciale deve essere convocato almeno una
volta all’anno, in modo da venire informato correttamente
sull’andamento della presidenza provinciale e dell’associazione
nel suo complesso.
PARAGRAFO 8
La tenuta dei conti, a tutti i livelli, deve essere fatta
in modo chiaro e facilmente consultabile.
Ogni pagamento o incasso deve essere comprovato dalla relativa
pezza giustificativa.
Per eventuali esigenze o difficoltà economiche delle
sezioni la presidenza provinciale potrà costituire
apposito fondo.
PARAGRAFO 9
Le presidenze sezionali hanno nel proprio ambito autonomia
amministrativa.
Devono tuttavia rispettare le norme statutarie e il regolamento
e rendere conto della propria attività, anche finanziaria,
almeno una volta all’anno, sia in apposita assemblea
dei soci che con la dovuta annuale comunicazione scritta
alla presidenza provinciale.
PARAGRAFO 10
Compete alla presidenza sezionale scaduta, d’intesa
con la presidenza provinciale, la convocazione dell’assemblea
per l’elezione della nuova presidenza sezionale.
Ove la presidenza sezionale scaduta o dimissionaria non
provveda in merito, la presidenza provinciale ha la facoltà
di nominare un commissario per gli adempimenti necessari.
PARAGRAFO 11
Il numero dei membri componenti le presidenze sezionali
deve essere compreso da un minimo di 7 ad un massimo di
15, in rapporto alla consistenza dei soci;
viene deliberato alla prima assemblea sezionale che può
comunque in successive assemblee modificarlo.
Il presidente sezionale nomina un segretario tra i membri
eletti o anche tra i soci non eletti.
È obbligo della sezione inviare alla presidenza provinciale
copia del verbale relativo all’elezione dei suoi membri.
In caso di dimissioni del presidente i suoi poteri saranno
rilevati dal vice presidente fino al termine del mandato;
se il vice presidente non accetterà l’incarico
o in caso di dimissioni della maggioranza dei consiglieri
eletti si provvederà a nuove elezioni e la nuova
presidenza durerà in carica fino alla naturale scadenza
di quella dimissionaria.
La presidenza provinciale, in presenza di sezioni di dimensione
modesta, sezioni aziendali o costituite presso istituti
scolastici, che possono avere difficoltà a completare
l’organico sezionale, può nominare un coordinatore
che si avvarrà di collaboratori da lui scelti.
PARAGRAFO 12
Tutti i soci donatori attivi e onorari possono essere inclusi
nelle liste elettorali per l’accesso a qualsiasi carica
sociale, sia provinciale che sezionale.
PARAGRAFO 13
Tutte le elezioni dovranno essere effettuate entro il mese
di giugno dell’anno di scadenza.
Per le elezioni alle cariche provinciali hanno diritto al
voto i delegati delle varie sezioni in rapporto alla loro
consistenza numerica, e precisamente; 1 delegato ogni 30
soci con un minimo di 3 delegati.
Hanno diritto al voto i delegati presenti all’assemblea,
che possono essere titolari anche di delega.
I delegati, su convocazione della presidenza scaduta o,
in caso di inadempienza, del commissario incaricato, procedono
all’elezione dei 15 membri della presidenza provinciale;
in caso di parità di voti, vale l’anzianità
di iscrizione alle associazioni costituenti o alla Fidas
Verona.
Gli eletti e i presidenti sezionali si riuniscono entro
30 giorni per l’elezione in forma segreta del presidente
provinciale, su convocazione del presidente in carica.
Gli altri incarichi provinciali devono essere conferiti
nella prima riunione di presidenza.
In caso di parità di voti per la nomina dei tre vicepresidenti
e del tesoriere, vale doppio il voto del presidente.
Il voto per l’elezione della presidenza provinciale,
dei probiviri e dei revisori dei conti va espresso in forma
segreta su schede predisposte dalla presidenza provinciale
e controfirmate da almeno uno scrutatore.
In caso di dimissioni si procede alla surrogazione attingendo
dai risultati delle varie elezioni e integrando i vari organi
con i soci non eletti a partire dal primo degli stessi,
e così di seguito.
Può essere surrogato al massimo un terzo dei membri.
PARAGRAFO 14
È facoltà della presidenza provinciale nominare
nel suo ambito un segretario organizzativo con compiti specifici
indicati dalla presidenza stessa.
La presidenza può, inoltre, per motivi di migliore
organizzazione, suddividere il territorio in zone considerando
la presenza delle sezioni sullo stesso.
Al coordinamento delle sezioni operanti nelle varie zone
viene nominato a cura delle sezioni interessate un delegato
di zona.
Lo stesso ha obbligo di convocare i direttivi delle sezioni
almeno due volte l’anno e riferire alla presidenza
provinciale.
A queste riunioni, se ritenuto utile, possono essere invitati
membri della presidenza provinciale.
I delegati di zona partecipano alle riunioni della presidenza
provinciale, se non sono membri della stessa, non hanno
diritto di voto.
PARAGRAFO 15
La presidenza provinciale, considerata la necessità
di sviluppare la propaganda tra i giovani, promuove la costituzione
di uno specifico gruppo giovani il cui coordinatore sarà
nominato dal presidente provinciale nell’ambito della
presidenza provinciale o, se ritenuto necessario, anche
al di fuori della stessa.
Tutte le iniziative che il gruppo ritiene opportuno vanno
presentate alla presidenza provinciale cui spetta il parere
vincolante.
Le presidenze di sezione si attivano per promuovere analogo
gruppo a livello locale e partecipano con loro rappresentanti
a quello provinciale.
PARAGRAFO 16
Tutte le cariche, sia a livello provinciale che sezionale,
sono gratuite.
La presidenza provinciale e sezionale, al loro interno,
possono deliberare la concessione di rimborsi di spese sostenute;
le relative delibere devono essere registrate nel libro
verbali.
PARAGRAFO 17
Le proposte di modifica allo statuto e regolamento devono
essere presentate alla presidenza provinciale che provvederà
ad esporle al consiglio provinciale alla prima riunione;
in caso di proposta ritenuta urgente convocherà il
consiglio in tempi brevi;
l’accoglimento della modifica per la successiva presentazione
all’assemblea straordinaria provinciale dovrà
ottenere la maggioranza dei consiglieri presenti aventi
diritto al voto.
La stessa proposta di modifica può essere presentata
una sola volta durante lo stesso mandato quadriennale.
PARAGRAFO 18
Per le eventuali controversie che dovessero nascere in sede
di applicazione dello statuto e del regolamento, di norma
l’organo competente a decidere è il consiglio
provinciale; in caso di riconosciuta difficoltà potrà
interessare il collegio dei probiviri.
PARAGRAFO 19
Il presidente provinciale e così pure i presidenti
sezionali hanno la facoltà di stipulare accordi e
convenzioni per l’accensione di conti correnti postali
o bancari.
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