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5 buoni motivi per donare plasma

La donazione di plasma è spesso sottovalutata. In realtà è un elemento prezioso, con moltissimi campi di applicazione terapeutica. Adatto anche ai donatori con valori bassi di emoglobina, il plasma rappresenta una delle frontiere della medicina del futuro, con il valore aggiunto dell’etica e della solidarietà.

Ecco 5 buoni motivi per donare plasma:

1) Plasma: una donazione adatta a tutti
La donazione di plasma (ottenuta con la plasmaferesi) consiste nella separazione della parte liquida del sangue. Tutto il resto viene poi restituito all’organismo durante la stessa donazione. Perciò, spesso, si ritiene che la plasmaferesi sia destinata alle donne, che in genere presentano valori di emoglobina più bassi rispetto agli uomini. In realtà, non solo la plasmaferesi è rivolta ad ambo i sessi ma, anzi, il plasma maschile di gruppo universale AB può essere ricevuto da un target più ampio di persone in quanto privo di anticorpi che possano causare eventuali reazioni allergiche nel ricevente. Questo è il motivo per cui molti donatori maschi vengono invitati a donare il proprio plasma in alternativa al sangue. Se il medico che vi visita prima della donazione vi propone la plasmaferesi sappiate che state facendo un gesto di estremo valore: entrambe le donazioni sono indispensabili.

2) Dal plasma si ricavano farmaci salvavita
Il plasma è il liquido attraverso cui piastrine, globuli rossi e globuli bianchi vengono trasportati in tutto il corpo. Separando dal sangue intero queste tre componenti si ottiene un liquido giallo costituito in prevalenza da acqua e da altre sostanze, tra cui le proteine. Queste ultime vengono isolate attraverso un processo chiamato “frazionamento” e prendono il nome di plasmaderivati:

  • Albumina: si tratta di una proteina indispensabile per le funzioni renali;
  • Immunoglobuline: sono anticorpi che il sistema immunitario produce per difendersi da agenti esterni come virus e batteri;
  • Antitrombina e fattori della coagulazione: essenziali per una corretta coagulazione del sangue.

Queste proteine sono impiegate per produzione di farmaci salvavita, indispensabili per la cura di patologie come l’emofilia e alcuni disturbi del sistema immunitario.

3) Plasma: una nuova frontiera contro nuovi virus
Il nostro corpo produce gli anticorpi ogni qual volta si trova a contatto con virus o batteri sconosciuti. Il plasma degli individui guariti da un virus può diventare una terapia per la cura di molte malattie come il West Nile Virus (un patogeno veicolato principalmente dalle zanzare) e, come portato all'attenzione in questi mesi, anche per la sperimentazione di una possibile cura contro il Covid-19. Anche per contrastare il virus dell'Ebola è stato applicato un innovativo approccio grazie all'uso del plasma di persone guarite dal virus stesso.

4) Plasma donato vs. plasma venduto
In Italia i donatori di plasma sono anonimi e non remunerati, così come, naturalmente, tutti i donatori di sangue. Ma non ovunque è così. In Germania, a esempio, il plasma può essere venduto direttamente alle aziende farmaceutiche che producono i farmaci plasmaderivati.
Uno dei farmaci che si ricava dal plasma umano (il Fattore VIII per la coagulazione) può essere sostituito da un prodotto ricombinante, ovvero prodotto in laboratorio.
Prediligere la produzione di farmaci da plasma derivati da donatori non remunerati significa risparmio e sicurezza. Il plasma donato è, infatti, già disponibile per essere lavorato e diventare un farmaco salvavita con un costo più contenuto per il Servizio sanitario nazionale. Inoltre, la raccolta su base volontaria offre decisamente maggiori garanzie di sicurezza per i riceventi: chi non riceve un compenso è con ogni probabilità disincentivato a mentire sulla propria salute.

La produzione dei farmaci emoderivati è coordinata, supervisionata e garantita dal Sistema sanitario nazionale attraverso il Centro nazionale sangue, e riconosce alle industrie specializzate (con contratti in conto-lavorazione) esclusivamente il costo della lavorazione. Il sistema regionale raccoglie il plasma e lo invia alle industrie che, dopo la lavorazione, lo restituiscono alle regioni sotto forma di prodotto finito: la titolarità della materia prima, quindi, rimane pubblica.

5) Il plasma come fattore di cooperazione nazionale
La distribuzione di farmaci plasmaderivati sul territorio italiano segue un principio di cooperazione virtuosa: dopo aver soddisfatto il fabbisogno a livello regionale, infatti, le eccedenze vengono destinate alle regioni che ne sono carenti.

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