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Donazione e Covid-19: sciogliamo alcuni dubbi

In questi giorni di inasprimento delle libertà di movimento, chiariamo ai donatori che nelle Regioni dichiarate “Rosse” o “Arancioni” gli spostamenti sono autorizzati sia per i donatori, o aspiranti donatori, sia per i volontari associativi operanti presso i Centri trasfusionali. L’autorizzazione è riconosciuta dal Ministero della Salute con la Circolare Prot. 36384 del 9 novembre 2020.
I donatori devono in ogni caso munirsi dell'autocertificazione (clicca qui) da esibire in caso di controlli delle Forze dell'ordine.

Sciogliamo ora i dubbi più frequenti in merito alla “donazione e Covid-19”.

Quali sono le indicazioni da seguire se si è contratto il Covid-19?
I positivi asintomatici potranno donare, al termine del periodo di isolamento preventivo, solo dopo aver fatto un tampone con esito negativo. Mentre i sintomatici potranno donare solo dopo un tampone negativo da fare non prima di tre giorni dopo l’esaurimento dei sintomi, con l’eccezione della perdita dell’olfatto e della perdita o alterazione del gusto (tali sintomi possono persistere anche per molto tempo dopo la guarigione).

Si può donare se si è entrati a stretto contatto con una persona con infezione documentata da Covid-19?
In questo caso si dovranno osservare 14 giorni di quarantena dall’ultima esposizione al caso. Inoltre, si è sospesi dalla donazione per 14 giorni (la sospensione potrà ridursi a 10 giorni se, allo scadere del decimo giorno, si effettuerà un tampone con esito negativo).

Se si scopre solamente dopo aver donato di esser stati in contatto con una persona successivamente risultata positiva, cosa bisogna fare?
Se dopo la donazione si apprende di esser entrati in contatto, nelle 48 ore precedenti la donazione, con un contatto positivo, è importante informare subito il Centro trasfusionale di riferimento, anche nel caso in cui non si presentino sintomi.

Si può donare dopo aver effettuato viaggi?
Anche in questo caso si applica una sospensione dal dono della durata di 14 giorni per chiunque sia ritornato da un viaggio in Romania o nei paesi extra Ue (con l’eccezione di Gran Bretagna, Norvegia, Svizzera, Islanda, Andorra, Liechtenstein, Città del Vaticano e San Marino).
Per i viaggi nei paesi per cui al rientro è previsto un tampone obbligatorio la donazione è consentita solo dopo l’effettuazione del tampone con esito negativo.

La donazione di sangue è sicura?
Ricordiamo che la donazione di sangue è sempre sicura, sia per il donatore che per il ricevente. Facciamo presente che non vi sono evidenze della possibilità di trasmissione del nuovo coronavirus per via trasfusionale.

Se dopo la donazione si sviluppano sintomi influenzali cosa bisogna fare?
È importante, per i donatori che dovessero sviluppare sintomi influenzali nei 14 giorni successivi alla donazione, informare il Centro trasfusionale di riferimento dei sintomi presentatisi.

Per donare rimane obbligatorio prenotare le donazione per evitare possibili assembramenti e, quindi, tutelare la salute di tutti, e anche per consentire una corretta programmazione delle donazioni di sangue e plasma necessarie negli ospedali e al fabbisogno terapeutico.

Vincenzo De Angelis, direttore del Centro nazionale sangue, dichiara: “L’appello che rivolgiamo ai donatori, anche a quelli che vivono nelle zone rosse e arancioni, è quello di continuare a donare. Le trasfusioni sono un Livello Essenziale di Assistenza che deve essere garantito, quindi non si possono fermare le donazioni. Invito i donatori che sono in buona salute a prenotare e recarsi a donare con tranquillità: sono diverse le misure prese per garantire la sicurezza, non solo dei donatori, ma anche del personale sanitario”.

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