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Estate e scorte di sangue a rischio: Fidas Verona mette in moto il dono

Domenica 10 luglio, i volontari di Fidas Verona sono saliti sulle due ruote per l’iniziativa “Metti in moto il dono”, una giornata in sella alla moto per sensibilizzare la cittadinanza sul dono di sangue e plasma.
Il ritrovo è stato a Verona nel quartiere di Borgo Roma, con partenza da piazza Papa Giovanni XXIII, per spostarsi poi verso il santuario di Santa Maria Valverde, a Marano di Valpolicella. Lì, dopo una breve sosta, la colonna di centauri è ripartita in direzione Salionze, con arrivo alla Littorina del Mincio, dove è stato offerto un aperitivo ai partecipanti.

In Vespa, moto e scooter: una quarantina di motociclisti si sono prestati a rendere visibile il dono in modo itinerante. «L’estate è già di per sé un periodo critico, con molti donatori che vanno in vacanza, a cui adesso si aggiungono i tanti casi di positività dell’ultima ondata pandemica – sottolinea Chiara Donadelli, presidente provinciale di Fidas Verona –. Questo calo di donazioni va sommato alle difficoltà registrate nella prima metà del 2022, quando le sacche donate sono state spesso inferiori alle necessità quotidiane degli ospedali: ecco perché, anche con semplici gesti come un giro in moto, cerchiamo di rendere visibile il bisogno di sangue e plasma».

Ogni anno in Italia servono 2,4 milioni di unità di sangue, che non si produce in laboratorio: va donato. Inoltre, sul fronte del plasma l’Italia non è autosufficiente: lo importa dagli Stati Uniti, come il resto d’Europa, per realizzare medicinali plasmaderivati. 

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