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100 volte sul lettino del Centro Trasfusionale: la lezione di dono del prof. Daldosso

Donatore di Fidas Verona e prof. di religione,
è il presidente della sezione I.I.S. Calabrese-Levi.
Ha fatto la sua centesima donazione al Centro Trasfusionale di Bussolengo 

Una lezione di generosità, fatta non a parole ma con un gesto alla portata di tutti: donare il sangue. Per cento volte il prof. Flavio Daldosso, 58 anni, di Arbizzano, insegnante di religione all’I.I.S. Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano, si è steso sul lettino del Centro Trasfusionale. 

«Stavolta l’emozione è stata grande», ammette. A festeggiarlo ci hanno pensato il personale medico e sanitario dell’ospedale di Bussolengo e, per Fidas Verona, il consigliere provinciale Gianantonio Bussola e il coordinatore zona Nord-Ovest Nicola Trande. Accanto a Daldosso, svettava il labaro della sezione Fidas Verona I.I.S. Calabrese-Levi, di cui il professore è presidente. 

Questa è una delle 10 sezioni scolastiche di Fidas Verona, conta 75 donatori, e ha una particolarità: è l’unica sezione intitolata alla memoria di un aspirante donatore, lo studente Livio Cinetto, che purtroppo nel 2012 si tolse la vita, a soli 16 anni d’età, dopo aver confidato di voler diventare donatore a Nicola Trande, uno dei fondatori della sezione. 

«Da un triste fatto è germogliato questo seme di speranza – ricorda il professore –. È importante parlare alle studentesse e agli studenti di questa possibilità: donare il sangue e il plasma è un gesto altruista, che non costa nulla, ma può fare del bene; ecco perché ogni anno alle classi quarte proponiamo un incontro sul dono, con Fidas Verona e Aido. Io insegno nei licei, ho 18 classi, quindi vedo moltissimi giovani: cerco di incoraggiarli ad avvicinarsi al dono, vincendo la paura dell’ago, che è la più diffusa; chi decide di compiere questo passo viene premiato anche con mezzo punto di credito scolastico e noi donatori ci offriamo di accompagnare i ragazzi al Centro trasfusionale». La scuola, diretta da Stefania Be, ha due sedi, a San Pietro in Cariano e a San Floriano, e conta circa 1.400 alunni.  

A volte, per iniziare a donare basta rispondere a un invito. È successo anche al prof. Daldosso. «In famiglia avevo mio fratello maggiore Valerio che donava, a cui poi si è aggiunto anche mio fratello minore Renzo, ma a spingermi a fare questo passo è stato Claudio Zanini, storico presidente della sezione Fidas Verona di Bosco Chiesanuova, il mio paese d’origine – ricorda –. “Vieni a donare?”, mi chiese più volte. “Magari svengo!”, gli rispondevo io, perché avevo un po’ di timore; invece, per fortuna che, quando avevo ormai trent’anni, ho risposto a quell’invito... Sono felice perché anche mia figlia Elena, che oggi studia ad Amsterdam, è diventata una donatrice di sangue: fin da piccola l’ho portata alle feste di sezioni e le facevo reggere il labaro, si vede che il mondo della donazione le è entrato nel cuore».

“Perché non provi a donare?” è la domanda che ora porta in classe il professore, rivolgendola ai suoi ragazzi. «La scuola è un ambiente favorevole per agganciarli e fare questa proposta», aggiunge. Ecco perché, oltre alle numerose azioni di promozione su tutto il territorio, Fidas Verona lo scorso anno è entrata in 203 classi, incontrando 4.353 alunni e accompagnando ai Centri trasfusionali 221 giovani a fare il test di idoneità.

«L’impegno della nostra associazione resta alto: avvicinare al dono è fondamentale, specialmente alla luce del calo strutturale preoccupante delle donazioni, legato all’invecchiamento dei donatori e alla crisi demograficaevidenzia il neo-presidente di Fidas Verona Nicola Martelletto –. È importante garantire il ricambio dei donatori: chi può donare, si avvicini a questo gesto di solidarietà, per garantire sangue e plasma al sistema ospedaliero, e quindi ad ammalati che aspettano terapie salvavita».  

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